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Glass Imaging, l’Intelligenza Artificiale che recupera i dettagli nascosti nelle fotografie

Redazione MediaWorld15 SETTEMBRE 2026
Glass Imaging

Glass Imaging utilizza l’Intelligenza Artificiale per elaborare i dati RAW e recuperare dettagli, ridurre rumore e correggere difetti ottici. La tecnologia potrebbe diventare importante anche nei futuri dispositivi hardware legati a OpenAI.

Quando pensiamo all’Intelligenza Artificiale applicata alle immagini, vengono subito in mente strumenti capaci di eliminare persone, modificare uno sfondo o creare parti completamente nuove di una fotografia. Glass Imaging segue invece una strada differente, intervenendo direttamente sulle informazioni raccolte dalla fotocamera. La società, fondata nel 2019 dagli ex ingegneri Apple Ziv Attar e Tom Bishop, ha sviluppato un sistema capace di elaborare i dati grezzi provenienti dal sensore, con l’obiettivo di ottenere immagini più nitide e ricche di informazioni, anche utilizzando le piccole fotocamere integrate negli smartphone.

OpenAI punta sulla fotografia computazionale recuperando ciò che il sensore ha già visto

Glass Imaging è finita sotto i riflettori dopo che il Wall Street Journal ha riportato la sua acquisizione da parte di OpenAI, notizia successivamente ripresa da diverse testate internazionali. Al momento, però, OpenAI e Glass Imaging non hanno annunciato ufficialmente l’operazione, quindi non sono ancora noti i programmi precisi per questa tecnologia. L’interesse appare comunque coerente con il lavoro che OpenAI sta portando avanti nel settore hardware, Glass Imaging potrebbe quindi mettere a disposizione competenze particolarmente importanti per eventuali dispositivi capaci di osservare e interpretare ciò che accade nell’ambiente circostante.

La vera particolarità di Glass Imaging è il modo in cui viene utilizzata l’Intelligenza Artificiale. Il sistema lavora direttamente sui dati RAW e punta a recuperare dettagli realmente catturati dal sensore, anziché aggiungere particolari che non erano presenti nella scena. Le reti neurali vengono addestrate sulle caratteristiche specifiche di sensore e obiettivo, così da riconoscere rumore, aberrazioni ottiche e altre imperfezioni. Glass definisce questa tecnologia Neural ISP, una pipeline che può occuparsi di riduzione del rumore, fusione di più fotogrammi, nitidezza e recupero dei dettagli, con un risultato più fedele alla scena originale.

Zoom, foto notturne e HDR possono beneficiarne

La tecnologia non riguarda soltanto la fotografia tradizionale, Glass Imaging ha sviluppato sistemi dedicati allo zoom, alle immagini notturne, all’HDR e persino alle fotocamere posizionate sotto al display. Nel caso del Neural Zoom, per esempio, vengono combinate informazioni provenienti da più immagini RAW per ricostruire maggiori dettagli durante un ingrandimento. Il Neural Night cerca invece di ridurre il rumore senza cancellare texture e particolari, uno dei problemi più comuni nelle fotografie realizzate con poca luce. Lo stesso approccio può essere applicato ai video, elaborando in tempo reale i fotogrammi catturati dalla fotocamera.

È un’evoluzione particolarmente interessante per la fotografia AI su smartphone, dove lo spazio disponibile impedisce di utilizzare sensori e obiettivi delle stesse dimensioni di quelli presenti nelle fotocamere tradizionali. L’Intelligenza Artificiale può compensare almeno in parte questi limiti, migliorando il materiale raccolto dal sensore prima che venga trasformato nell’immagine finale. Una filosofia diversa dal semplice ritocco successivo allo scatto e che potrebbe diventare sempre più importante nei prossimi smartphone.

Non soltanto smartphone

Glass Imaging presenta la propria tecnologia come una soluzione utilizzabile anche su dispositivi molto diversi tra loro, infatti oltre agli smartphone, può essere integrata su droni, visori XR e apparecchi dotati di fotocamere particolarmente compatte. Ridurre la dipendenza da sensori e ottiche di grandi dimensioni permetterebbe infatti di costruire moduli fotografici più piccoli senza rinunciare eccessivamente alla qualità, l’elaborazione può inoltre avvenire direttamente sul dispositivo, su server esterni, nel cloud oppure attraverso soluzioni ibride. È proprio questa flessibilità a rendere interessante Glass Imaging anche al di fuori del mondo della fotografia mobile.